Nice to meet you.

BENVENUTI! Voi di dove siete?

Io sono di qua, di questa terra senza confini e com milioni di abitanti, sempre qua, nel cyber-spazio.

Mi trovate presso www.delpiano.com. Il mio unico indirizzo stabile da quasi vent'anni.

Ho trasportato il mio corpo, macchine fotografiche, i miei quintali di libri, sassofoni, CD di Jazz e Rock (di quello buono, anni '60, '70'e '80), giocattoli tecnologici di varia natura, a spasso per i continenti già varie volte.

Non uso ossessivamente il telefonino, lo potrete trovare spento nel primo cassetto in alto a sinistra, ma mi trovate sempre qui, 24/24, full-time, insomma.

Sul mio biglietto da visita non metto neanche più l'indirizzo, bastano l'e-mail e il telefono del momento, sono sempre rintracciabile.

Ho vissuto qualche anno in Silicon Valley, nel campus della Stanford University attaccata a quella Palo Alto dove tante innovazioni tecnologiche sono nate.
A 5 minuti di macchina da Hewlett Packard, Netscape, Yahoo, Altavista, Sun System, Excite, tanto per citarne alcuni, ed ho passato un altro po' anni a Long Beach California, a un tiro di schioppo da Los Angeles e Disneyland.

Ed attualmente (per quanto tempo ancora non so) vivo qui a Copacabana, Rio de Janeiro, Brasil, a due isolati dalla spiaggia, luogo molto animato, rumoroso, dopo molti anni passati negli USA. Insomma, mi sento tanto cittadino del mondo.

Serve un depliant?
Servono delle foto?
Serve una web page?
Parliamone.

 

 

 

Noi emigrati a volte amiamo giocare con questa italianità stereotipata, per distinguerci il più possibile dai "nativi".

In realtà io sono piemontese 100%, figlio di quella Langa che ci dà il vino più buono del mondo, forzosamente immigrato a Torino negli anni della Fiat, primi anni '60.
C'è chi è arrivato a Torino da 1000 km, io invece ne ho fatti solo 60, di Km, ma sempre immigrato sono.
E sempre immigrato mi sento.

Vivo un poco qua ed un poco là, poi ogni anno faccio un salto in quella che è stata la mia casa per circa trent'anni: Torino.

I miei clienti Italiani sono ditte dinamiche, moderne, tecnologiche, all'avanguardia, che hanno capito di come in pubblicità l'apporto di una persona che vive diverse realtà e le può confrontare, può essere determinante.

E che hanno anche capito che seppure io sia a zonzo per il pianeta, è più facile e redditizio lavorare così.

Sono libero e nel contempo schiavo del mio lavoro e delle mie scelte.
Eh sì, un modo nuovo di vivere ...

 

P.S.: questa tiritera un po' gigiona che ho appena scritto mi fa venire in mente quel magnifico pezzo di teatro del grandissimo Ettore Petrolini, intitolato "Gastone" che cominciava così:

"Gastone, artista cinematografico, artista del varietà, danceur disseur frequentatore dei Bar Tabarin, conquistatore di donne a getto continuo, uomo che emana fascino. È una satira ferrata al bell'attore fotogenico, affranto, convulso ..."

Vabbè, ridiamoci addosso ... Ah, Italia!

 

 
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